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COSA SONO I CENTRI ANTIVIOLENZA?

I Centri Antiviolenza sono luoghi predisposti per accogliere le donne che hanno subito violenza di genere, in qualsiasi forma essa si concretizzi, indipendentemente dalla loro nazionalità, etnia, religione, orientamento sessuale, stato civile, credo politico e condizione economica.

I Centri Antiviolenza sono gestiti da organizzazioni di donne che lavorano con una metodologia di accoglienza basata sul rafforzamento dell’identità della donna e sulla relazione virtuosa tra donne; L’intervento consiste in un percorso di colloqui a cadenza periodica e di durata variabile, finalizzato al raggiungimento di obiettivi stabiliti con la donna, secondo tappe concordate. La metodologia prevede, infatti, che ogni azione (denuncia, separazione, attivazione dei servizi, ecc.) venga intrapresa solo con il consenso della donna e che si lavori sempre per il suo vantaggio.

I Centri Antiviolenza offrono servizi gratuiti e rispettano l’anonimato, non utilizzano nelle situazioni di violenza domestica lo strumento della mediazione familiare, così come indicato all’art. 48 della Convenzione di Istanbul. Le operatrici hanno una formazione specifica sulla violenza, aggiornamenti continuativi e una supervisione periodica atta a proteggerle dal rischio di burnout e di traumatizzazione secondaria.

Gli Standard a cui deve attenersi un Centro Antiviolenza sono regolamentati dalla Legge 3/12 della Regione Sicilia.

Chi è l’Associazione Thamaia?

A Catania, l’Associazione Thamaia gestisce dal 2003 l’unico centro antiviolenza sul territorio e coordina dal 2008 la Rete antiviolenza locale.

Il Centro Antiviolenza non gode di nessuna convenzione con gli enti pubblici e si sostiene solo con finanziamenti dedicati, precari e non continuativi.

Il numero delle donne che si sono rivolte al centro dal 2003 al 2017 sono circa 2500 e nello stesso periodo sono circa 1100 gli operatori che hanno segnalato una situazione di violenza.

Ogni anno sono in media 250 le donne che chiamano per chiedere informazioni e prendere un appuntamento. La presa in carico della situazione di violenza avviene già al telefono e il primo contatto con il centro antiviolenza è di fondamentale importanza per risolvere un’emergenza e per la costruzione di una relazione di fiducia finalizzata a sostenere la donna lungo il percorso.

L’Operatrice d’accoglienza è il principale riferimento per la donna, la figura con la quale è possibile costruire un percorso di liberazione dalla violenza. Le operatrici, infatti si occupano di:

  • Effettuare un’analisi della richiesta di aiuto ed un primo riconoscimento delle sue risorse personali;
  • Effettuare con lei una Valutazione del rischio e della pericolosità della situazione;
  • Occuparsi, qualora necessario e in stretta collaborazione con le FFOO e i servizi sul territorio, della messa in sicurezza della donna e dei minori;
  • Elaborare un progetto di vita alternativo condiviso con la donna, e degli obiettivi da perseguire a medio e lungo termine;
  • Attivare consulenze specialistiche (legali, psicologiche, pedagogiche e lavorative) idonee al supporto del percorso di autodeterminazione;
  • Raccordarsi con gli altri servizi territoriali.

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